Se mi guardo indietro mi accorgo di non esser soddisfatto di nulla, fiero di ancor meno,
Avrei voluto far meglio, avrei potuto far di meglio e questo mi fa incazzare il triplo.
Se mi guardo indietro - AHIA!- Se ci si guarda indietro, dicevo, non si guarda dove si va e di solito ci si schianta su un muro.
"Un giorno sognerò su una stella , mi sveglierò e le nuvole saranno lontane sotto di me
dove i problemi si sciolgono come gocce di limone, lontano sopra i camini,
ecco, lì, è dove mi troverete"
Se non ascolto questa canzone almeno una decina di volte al giorno, non mi rilasso.
Chi legge questo blog da un po', sicuramente si aspetta un mio commento cinico e astioso su S. Valentino.
Ecco, vorrei proprio farlo, ma onestamente non me ne potrebbe fregare di meno.
E' sabato sera, è S. Valentino, ho la febbre e continuo a fumare (leggi post sotto per capire).
Eppure, sì, una storia di S. Valentino ce l'ho.
"Il cane innamorato"
Lui la guarda la scruta la rimira,
lei, non è per cattiveria che non si gira,
lui è solo un cane, un grosso cane marrone,
lei invece un vero e proprio scopettone.
Cesare, il cane, piangeva, abbaiava e guaiva,
allo scopettone che nell'angolo poltriva.
C'è amore e amore
amore tradito, amore ferito,
amore rabbioso, amore ardito,
ma l'amore tra un cane e una vecchia scopa, mi venga consentito,
sempre lì, immobile al suo posto
non può che essere un amore non corrisposto.
Ma magari, nei suoi occhi, mentre sollevava nuvole di polvere, lei danzava
e così, leggiadra, mentre su e giù andava
lui anche solo a guardarla si incantava.
Poi un giorno lei fu sostituita e buttata
da una scopa elettrica era stata rimpiazzata,
una di quelle con milioni di funzioni
che quando sono in azione fan quel rumore spaccamaroni.
Cesare la vide, non trovò più la sua amata
e un mozzico diede alla povera tata.
Gli fecero passare le pene dell'inferno
"cos'è preso a quel cane demente?"
urlava il padrone furente;
nessuno capiva che era solo per amore
che cesare ringhiava e impazziva di dolore.
L'amore tra cane e scopa, lo so, è strano,
ma in fondo non credo esista amore sano.
Ecco. Sappiate che è una storia vera, il cane di una mia collega è davvero innamorato di una scopa.
Un cane particolarmente poco furbo, sì concordo con voi.
Comunque basta, ho smesso di dir cazzate, mi vo a far una doccia, magari bella fredda, così non penso che io anche a S. Valentino sono solo "come un cane" (dannata sfiga).
P.s. No, non mi piacciono le scope, se qualche burlone stesse già pensando a un brillante suggerimento...
P.P.S. Nel file qui sotto canto e suono io, ultima chicca della serata 
I desideri non si avverano. Mai.
No, è troppo pessimista.
I MIEI desideri non si avverano. Mai.
Ecco, ora è ok.
Per qualche istante ci avevo pure sperato, coglione che sono.
Ah, certo, il 2009 mi sta piacendo un casino, sì sì, davvero...
Vorrei dormire per cent'anni e sognare solo me che dormo e che sogna me che dormo e che sogna me che dormo e che sogna me che dormo..............

Mentre io e il Guè ci sediamo nel locale, mi guardo intorno per trovare un posacenere; la proprietaria si affaccia nella sala e ci chiede "Ragazzi cercate qualcosa?"
Il Guè subito pronto: "No, ci stiamo solo sedendo", io invece, rispondo con un laconico "Signora, tutti sono in cerca di qualcosa", ma forse troppo piano perchè lei mi senta; in ogni caso, si volta e va via.
Frasi da pessimo film noir, che mi fanno sempre più scivolare in una sceneggiatura di serie z.
Mi volto e dico "Guè, il 2008 sarà più lungo di un secondo, ho letto, a causa del rallentamento della terra.-
Guè mi guarda con aria annoiata; io proseguo a sproloquiare -ma poi, capirai, un secondo in più toglie o aggiunge qualcosa ad un anno?"
"Dipende dal secondo. Potremmo star qui a raccontarci cazzate ore, ma non son domande da fare. Cosa vuoi fare allora, salvare il ragno o la farfalla?"
"Di che parli, Guè?"
"In una ragnatela c'è incastrata una farfalla, che fai, la salvi e lasci morire il ragno di fame, o la lasci lì e la condanni?"
"Non afferro il nesso con quello che ti avevo chiesto io."
"Son tutt'e due domande idiote."
Guè cerca di tirarmi su quella sera. Io non gli ho detto di esser giù, sono allegro, faccio battute stupide, ma è evidente che qualcosa mi tradisce, forse gli occhi.
Dicono gli occhi siano lo specchio dell'anima. Io non ci ho mai creduto. Se così fosse io avrei un'anima trasparente.
Forse la mia anima è trasparente davvero, però.
Forse la mia anima non esiste neanche davvero, però.
"Guè, lo sai che mi fa schifo la birra, son astemio."
"Le tue solite cazzate sull'esser sempre padrone di se stessi, sul non avere debolezze... certe volte penso che ubriacarti di brutto potrebbe anche farti bene."
Vorrei raccontargli perchè io sono così sulla difensiva, Guè è un amico, ma non riesco, per tanti motivi;
vorrei dirgli che c'è una persona per cui sono così importante e, al tempo stesso, così insignificante; una persona che è semplicemente tutto ciò che vorrei; una persona per la quale, purtroppo, mi sento sempre inadeguato, quella stessa persona che già tanti anni fa mi aveva fatto capire brutalmente, senza parole (quanto mi hai fatto male allora, non riuscirò mai a spiegarlo), che il mio massimo non sarebbe mai stato abbastanza, il mio meglio non sarebbe mai stato sufficiente,
così, certi giorni, mi pesa semplicemente esser me.
Quel secondo in più, lo passerei a guardare in cielo, cercando disperatamente una stella cadente, la prima della mia vita, per esprimere l'unico mio desiderio,
ma so che con i fuochi dell'ultimo dell'anno, in cielo non vedrò nulla
e allora lo passerò a occhi chiusi;
in fondo qualcuno disse una volta che l'anima è piena di stelle cadenti,
magari anche un'anima trasparente,
magari anche un'anima inesistente.
Just like all I loved, I'm make believe; imagined heart, I disappear; seems... no one will appear here and make me real (proprio come tutto ciò che ho amato, sono solo immaginario; ho immaginato un cuore, sono scomparso; sembra... che nessuno apparirà mai qui e mi renderà reale - "This time imperfect", A.F.I.)
Io mi distraggo facilmente.
Quando studio, spesso mi ritrovo a pensare a tutt'altro, con lo sguardo perso nel vuoto, per momenti di interminabile lunghezza.
Guardavo, in una di queste mie pause involontarie, il volo di un moscerino con distaccato interesse.
Seguivo gli svolazzi e gli improvvisi cambi di direzione tra le penne della mia scrivania, su per superare quella catasta di libri, giù di nuovo per non spiattellarsi su una mensola,
tutto per arrivare alla luce
la luce della lampadina, beninteso.
Attratto da questa forza invisibile, infatti, il moscerino va a poggiarsi sulla lampadina, ma essendo la superficie incandescente, lo vedo cadere sul tavolo
-tic-.
Penso sia stecchito, invece l'insetto si rialza, vola disordinatamente, evidentemente stordito, riprende quota e... cosa fa?
La fottuta lampadina, di nuovo.
Stavolta cade per l'ultima volta. Addio moscerino. Pensare che mi stavo quasi affezionando.
Questo comunque mi fa pensare che:
1. I moscerini sono davvero animali stupidi.
2. Che l'uomo non è poi così dissimile, sempre irresistibilmente attratto da ciò, o da chi, gli farà più male.