Silvio,
ma se davvero non vuoi andare in tribunale,
perchè non la smetti di commettere reati?
Semplificheresti la vita a tutti.
(Bondi, per lei in caso la riscrivo in endecasillabi così finalmente pubblica una poesia decente).
Se mi guardo indietro mi accorgo di non esser soddisfatto di nulla, fiero di ancor meno,
Avrei voluto far meglio, avrei potuto far di meglio e questo mi fa incazzare il triplo.
Se mi guardo indietro - AHIA!- Se ci si guarda indietro, dicevo, non si guarda dove si va e di solito ci si schianta su un muro.
Diario di un giorno di ordinaria follia.
L'altro giorno vado per prenotare un esame. Parlo con un prof. dopo una ragionevolmente lunga attesa (condita da bestemmie e insulti a qualunque oggetto e/o persona anche solo vagamente connesse all'università) e questi mi dice che il segretario sarebbe arrivato verso le 10.30. Guardo l'orologio. Segna le 8.30. Insulto a bassa voce Eva e tutta la sua discendenza ed esco.
Mi dirigo da Ricordi per ingannare l'attesa, ricordandomi di avere un buono che sarebbe scaduto tra un paio di settimane. Mentre posteggio la moto, mi piego per mettere la catena. Mi risollevo e becco una che mi guardava con la stessa espressione con cui si guarderebbe un calippo quando la temperatura sfiora i 50 gradi.
Era un cesso. Ovviamente. Mai un minimo di culo.
Poi mi viene in mente una cosa. Controllo se per caso, come al solito i miei jeans fossero talmente bassi da farmi fuoriuscire le chiappe mentre mi piego, non proprio un bello spettacolo, ammettiamolo. Magari avevo male interpretato l'occhiata.
No, i jeans sono giusti. Ne deduco la ragazza fosse un tantinello infoiata.
10.30: Torno al punto di partenza per la prenotazione. Trovo un gruppo di tirocinanti che aspettano. Tutte ragazze.
11.00: Penso "Ma perchè cazzo queste 3 da mezz'ora mi fissano?!?"
11.01: Mi rispondo da solo.
11.05: Riesco a prenotarmi, ho solo perso una mattinata. Università di merda.
11.06: Le tre mi fissano ancora. Guardo meglio. Non so chi tra le 3 sia la più brutta. Rinuncio velocemente a capirlo.
11.07: La mia autostima comunque è in crescita.
11.08: La mia autostima si trasforma in mania di onnipotenza. Decido che la prima ragazza bella che vedo non potrà mai e poi mai resistermi e che la possiederò pubblicamente in strada.
11.09: Penso che forse non è il caso.
11.10: Mi rendo conto che probabilmente mi arresterebbero.
11.15: A casa, studio. Mi rendo conto che studiare fa malissimo al mio equilibrio mentale.
E' ora che voi tutti lo sappiate.
Zach Braff mi spia e si ispira a me per il personaggio di J.D. in Scrubs.
Colleghi e amici confermano (sì, anch'io preferisco cocktail dalla dubbia sessualità alla birra).
E c'è anche chi sostiene che se mi pettinassi diversamente anche in viso ci sarebbe una certa somiglianza. Comunque, nell'ultima serie -inedita in Italia-, è lui che si fa crescere la barba ispida come il sottoscritto.
Io dico solo che se continua così dovrò chiedere i diritti.
Chi legge questo blog da un po', sicuramente si aspetta un mio commento cinico e astioso su S. Valentino.
Ecco, vorrei proprio farlo, ma onestamente non me ne potrebbe fregare di meno.
E' sabato sera, è S. Valentino, ho la febbre e continuo a fumare (leggi post sotto per capire).
Eppure, sì, una storia di S. Valentino ce l'ho.
"Il cane innamorato"
Lui la guarda la scruta la rimira,
lei, non è per cattiveria che non si gira,
lui è solo un cane, un grosso cane marrone,
lei invece un vero e proprio scopettone.
Cesare, il cane, piangeva, abbaiava e guaiva,
allo scopettone che nell'angolo poltriva.
C'è amore e amore
amore tradito, amore ferito,
amore rabbioso, amore ardito,
ma l'amore tra un cane e una vecchia scopa, mi venga consentito,
sempre lì, immobile al suo posto
non può che essere un amore non corrisposto.
Ma magari, nei suoi occhi, mentre sollevava nuvole di polvere, lei danzava
e così, leggiadra, mentre su e giù andava
lui anche solo a guardarla si incantava.
Poi un giorno lei fu sostituita e buttata
da una scopa elettrica era stata rimpiazzata,
una di quelle con milioni di funzioni
che quando sono in azione fan quel rumore spaccamaroni.
Cesare la vide, non trovò più la sua amata
e un mozzico diede alla povera tata.
Gli fecero passare le pene dell'inferno
"cos'è preso a quel cane demente?"
urlava il padrone furente;
nessuno capiva che era solo per amore
che cesare ringhiava e impazziva di dolore.
L'amore tra cane e scopa, lo so, è strano,
ma in fondo non credo esista amore sano.
Ecco. Sappiate che è una storia vera, il cane di una mia collega è davvero innamorato di una scopa.
Un cane particolarmente poco furbo, sì concordo con voi.
Comunque basta, ho smesso di dir cazzate, mi vo a far una doccia, magari bella fredda, così non penso che io anche a S. Valentino sono solo "come un cane" (dannata sfiga).
P.s. No, non mi piacciono le scope, se qualche burlone stesse già pensando a un brillante suggerimento...
P.P.S. Nel file qui sotto canto e suono io, ultima chicca della serata 
Quando, con 5 euro in mano,
passi davanti due distributori
uno di sigarette, uno di preservativi
e non hai neanche il minimo dubbio,
ecco
in quel preciso istante
un po' di tristezza ti viene.
E fumiamoci su, va... 
Crystal Castles - 1991
I desideri non si avverano. Mai.
No, è troppo pessimista.
I MIEI desideri non si avverano. Mai.
Ecco, ora è ok.
Per qualche istante ci avevo pure sperato, coglione che sono.
Ah, certo, il 2009 mi sta piacendo un casino, sì sì, davvero...
Vorrei dormire per cent'anni e sognare solo me che dormo e che sogna me che dormo e che sogna me che dormo e che sogna me che dormo..............

Mentre io e il Guè ci sediamo nel locale, mi guardo intorno per trovare un posacenere; la proprietaria si affaccia nella sala e ci chiede "Ragazzi cercate qualcosa?"
Il Guè subito pronto: "No, ci stiamo solo sedendo", io invece, rispondo con un laconico "Signora, tutti sono in cerca di qualcosa", ma forse troppo piano perchè lei mi senta; in ogni caso, si volta e va via.
Frasi da pessimo film noir, che mi fanno sempre più scivolare in una sceneggiatura di serie z.
Mi volto e dico "Guè, il 2008 sarà più lungo di un secondo, ho letto, a causa del rallentamento della terra.-
Guè mi guarda con aria annoiata; io proseguo a sproloquiare -ma poi, capirai, un secondo in più toglie o aggiunge qualcosa ad un anno?"
"Dipende dal secondo. Potremmo star qui a raccontarci cazzate ore, ma non son domande da fare. Cosa vuoi fare allora, salvare il ragno o la farfalla?"
"Di che parli, Guè?"
"In una ragnatela c'è incastrata una farfalla, che fai, la salvi e lasci morire il ragno di fame, o la lasci lì e la condanni?"
"Non afferro il nesso con quello che ti avevo chiesto io."
"Son tutt'e due domande idiote."
Guè cerca di tirarmi su quella sera. Io non gli ho detto di esser giù, sono allegro, faccio battute stupide, ma è evidente che qualcosa mi tradisce, forse gli occhi.
Dicono gli occhi siano lo specchio dell'anima. Io non ci ho mai creduto. Se così fosse io avrei un'anima trasparente.
Forse la mia anima è trasparente davvero, però.
Forse la mia anima non esiste neanche davvero, però.
"Guè, lo sai che mi fa schifo la birra, son astemio."
"Le tue solite cazzate sull'esser sempre padrone di se stessi, sul non avere debolezze... certe volte penso che ubriacarti di brutto potrebbe anche farti bene."
Vorrei raccontargli perchè io sono così sulla difensiva, Guè è un amico, ma non riesco, per tanti motivi;
vorrei dirgli che c'è una persona per cui sono così importante e, al tempo stesso, così insignificante; una persona che è semplicemente tutto ciò che vorrei; una persona per la quale, purtroppo, mi sento sempre inadeguato, quella stessa persona che già tanti anni fa mi aveva fatto capire brutalmente, senza parole (quanto mi hai fatto male allora, non riuscirò mai a spiegarlo), che il mio massimo non sarebbe mai stato abbastanza, il mio meglio non sarebbe mai stato sufficiente,
così, certi giorni, mi pesa semplicemente esser me.
Quel secondo in più, lo passerei a guardare in cielo, cercando disperatamente una stella cadente, la prima della mia vita, per esprimere l'unico mio desiderio,
ma so che con i fuochi dell'ultimo dell'anno, in cielo non vedrò nulla
e allora lo passerò a occhi chiusi;
in fondo qualcuno disse una volta che l'anima è piena di stelle cadenti,
magari anche un'anima trasparente,
magari anche un'anima inesistente.
Just like all I loved, I'm make believe; imagined heart, I disappear; seems... no one will appear here and make me real (proprio come tutto ciò che ho amato, sono solo immaginario; ho immaginato un cuore, sono scomparso; sembra... che nessuno apparirà mai qui e mi renderà reale - "This time imperfect", A.F.I.)
Io mi distraggo facilmente.
Quando studio, spesso mi ritrovo a pensare a tutt'altro, con lo sguardo perso nel vuoto, per momenti di interminabile lunghezza.
Guardavo, in una di queste mie pause involontarie, il volo di un moscerino con distaccato interesse.
Seguivo gli svolazzi e gli improvvisi cambi di direzione tra le penne della mia scrivania, su per superare quella catasta di libri, giù di nuovo per non spiattellarsi su una mensola,
tutto per arrivare alla luce
la luce della lampadina, beninteso.
Attratto da questa forza invisibile, infatti, il moscerino va a poggiarsi sulla lampadina, ma essendo la superficie incandescente, lo vedo cadere sul tavolo
-tic-.
Penso sia stecchito, invece l'insetto si rialza, vola disordinatamente, evidentemente stordito, riprende quota e... cosa fa?
La fottuta lampadina, di nuovo.
Stavolta cade per l'ultima volta. Addio moscerino. Pensare che mi stavo quasi affezionando.
Questo comunque mi fa pensare che:
1. I moscerini sono davvero animali stupidi.
2. Che l'uomo non è poi così dissimile, sempre irresistibilmente attratto da ciò, o da chi, gli farà più male.
Vorrei poter annegare in un mare di luce, bruciare come una supernova, lasciando una scia come un fulmine dietro di me e vedere le facce meravigliate della gente guardare su verso il cielo;
così, come per gioco,
vorrei lasciare tutti senza parole, inebetiti, di fronte a uno spettacolo che stentano a capire
e poi al buio, vorrei che una pioggia di stelle cadenti sostituisse quegli stupidi fuochi artificiali,
una fontana di stelle, con mille zampilli sullo sfondo di un cielo nero,
e nessuno dovrebbe dire una parola,
vi immagino immersi in un silenzio irreale, tutti quanti.
Questo è quello che vorrei fare, ma di farlo non son capace
e allora lo scrivo,
magari un giorno mettono le istruzioni su internet per fare una cosa del genere,
-chè su internet mettono di tutto, anche le istruzioni per fare il mezzo nodo windsor alla cravatta-
mi trovo già avanti col lavoro.
(Lo so, tutto questo discorso non ha senso, ma devo allontanarmi il più possibile dalla realtà in questo periodo, per il mio bene).
[In pratica, per soddisfare la vostra curiosità, è uno di quei periodi, in cui, ovunque mi muova pesto una merda. Non parliamone, please.]
{Niente, volevo solo provare anche l'ultima parentesi, scusate.}
Sick Puppies - All the same