I miei anni '90

Diciamocelo, delle cose insignificanti hanno segnato un epoca.

Per esempio, gli anni '90. Il simobolo degli anni '90? Ve lo dico io:

Le patatine.

Soprattutto le S,Carlo. Anzi, non proprio le patatine, ma le sorprese che ci mettevano dentro. Mi ricordo che la storia era sempre uguale:

- infilavi la mano nel pacco per prendere subito la sorpresa

-inspiegabilmente la sorpresa si posizionava SEMPRE sul fondo del pacchetto, perciò avevi due scelte

- o ravanavi come un forsennato                                          - o con calma,mangiavi una dopo l'altra le patatine

- Dai, seriamente, qual era quel bambino che riusciva ad aspettare? Solo i cicciobomba potevan considerare le patatine più importanti del regalo!

-Dunque, dicevo, ravanavi e le mani si sporcavano in maniera indicibile di olio e di briciole

- Sentivi la plastica sotto le dita - "Evvai"- pensavi. Ma poi ti rendevi conto di quanto fossero scivolose le tue mani ed eri costretto a prendere il pacchettino in modi innaturali, tipo tra l'unghia dell'indice e il medio, un'operazione difficilissima che ogni volta ti faceva cascare qualche patatina e siccome eri piccolo non potevi dire neanche un "vaffanculo!" liberatorio, pena lo sganassone della mamma, che le patatine manco te le voleva comprare

-A tal proposito mia madre usava la scusa "sono fatte con l'olio di balena!". Mah.

- Prendevi finalmente 'sto pacchettino e felicissimo guardavi cos'era. Una stronzata, ma eri contentissimo.

- Se prendere la plastichina era difficile, aprirla risultava impossibile. Almeno con le mani. Allora ne prendevi un capo coi denti e l'altro fra le dita serrate e tiravi. Ma siccome la mano era scivolosa, spesso scappava e ti arrivavano certe pizze che non ti dico. Gli schiaffi peggiori della mia vita non me li ha dati mia madre nè una ragazza, me li son dati da solo come un pirla!

- "STRRRRAAAAP!!" Il pacchetto! Aperto! T'è saltato un dente, la plastica ti è rimasta in bocca e cominci a sputazzare tutto intorno, ma l'hai aperto!

- Cos'è? Cos'è? Ecco, io mi ricordo in particolare di una cosa gommosa che non so come definire, che era mollicia, appicicaticcia e a forma di mano. La lanciavi, ad esempio, contro un armadio tenendola per un estremo e quella si spiattellava e rimaneva adesa alla superficie per un pezzo. Per un bambino era un figata pazzesca! Il problema era che le mani, nel frattempo mica te l'eri lavate, quindi cominiciavi a maneggiarla e subito la insozzavi d'olio e briciole, che siccome 'sta cosa era tutta ricoperta da appiccicume non potevi toglier più manco con la fiamma ossidrica!

- Il risultato era che l'efficacia di questo giochino durava 3 minuti. Poi, ormai intrisa intimamente di schifezze, non funzionava più. Ma, da bambino testardo, continuavi a lanciarla contro il muro, sempre più forte. Così facevi un casino boia alle tre del pomeriggio (la quantità di rumore prodotto da un bambino è direttamente proporzionale alla stanchezza di un adulto, in un tempo finito t di massima probabilità di pennichella) e certe volte sporcavi anche il suddetto muro, col risultato che tua madre si incazzava come una faina  e ti giurava che quelle schifezze non le avrebbe mai più comprate.

E poi un giorno, improvvisamente, sei troppo grande e insozzarti le mani con le patatine non ti interessa più. Quello è il vero segno del tempo che passa, altrochè....

Azazeel || 08:02 || venerdì, 25 settembre 2009
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Holding out for a hero

Lightning Bolt

 

Quando ero piccolo pensavo bastassero 3 cose a rendere un ragazzo la persona più figa dell'universo: i capelli lunghi, una moto e una chitarra elettrica.

Ora, a pochi giorni dal mio ventunesimo compleanno, mi trovo con 2 chitarre elettriche e da poco ho anche una moto. Nera per giunta, il massimo.

I capelli facevano cagare anche quando ero piccolo quindi a portarli lunghi ci son riuscito solo per un anno.

2 su 3.

Mica male.

Ora sono quasi del tutto ciò che volevo essere da bambino.

Cazzo, quant'ero scemo da bambino.

Azazeel || 22:19 || mercoledì, 20 agosto 2008
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10 non è abbastanza neanche per giocare a calcio

lemure fumatore

 

Bella la foto, eh?

Bella, ma non c'entra una sega col resto. (Sì, me la canto e me la suono - questo invece è in tema-)

Sì, perchè questo post è per il "meme" che mi ha passato Cerveza (gettandomi in profonda crisi esistenziale, sappilo).

Bisogna dunque scegliere 10 canzoni, cui ci si senta, per un qualunque motivo particolarmente legati.

Regole di tale gioco crudele:

  1. citare il nominativo di chi ti hai coinvolto (fuori uno)
  2. riportare il regolamento della catena (fuori due... ah però, non è poi tanto complicato!)
  3. elencare le dieci canzoni, motivando la tua scelta
  4. passare il testimone ad altri cinque blogger, avvisandoli con un commento nel loro blog

Vabbè cominciamo (in ordine sparso, non di preferenza)

1)     No woman No cry (Bob Marley).   Ora, c'è un problema. Il titolo è No woman, no cry o No, woman, no cry (occhio alla punteggiatura)?!? Non sembra, ma cambia tutto. Io l'ho sempre interpretato come nel primo caso ed è per questo che è nella lista; mi ha aiutato a superare, magari con un po' di malinconia, il distacco di certe persone. Anche senza donne, non è necessario piangere.

2)     La Vedova Bianca (Afterhours).  Perchè in certi momenti ho davvero creduto bastasse un bacio sporco a spogliarmi il cuore dai demoni.

3)     Forever (Skid Row).  L'unica canzone che riascolterei anche 100 volte di seguito. Parla dell'adolescenza sregolata che vorrei aver avuto e che invece ho trascorso in modo troppo banale e noioso. Una canzone sull'amicizia, una delle pochissime cose in cui credo ancora.

4)     Burn (Deep Purple).  Adoro il testo; una strega che maledice l'intero villaggio colpevole di averla mandata al rogo. Mentre tutti i miei coetanei 16enni ascoltavano canzoni d'amore io mi vantavo del mio anticonformismo ed eleggevo questa a mia canzone preferita ( io infatti la ragazza non l'avevo, il che mi fa nascere il sospetto che loro fossero magari più banali, ma notevolmente più furbi). Negli anni la mia personale graduatoria è cambiata; "Burn" non è più la mia canzone favorita ma ci son comunque rimasto affezionato.

5)    Burn (The Cure).  Sì, brucio ancora, ma stavolta alla nera fiamma di Robert Smith e soci. Da bambino vidi "Il Corvo", di cui questo brano era  colonna sonora e fu la mia rovina. Perchè non solo io volevo assomigliare in tutto e per tutto a Brandon Lee, ma perchè da lì inziò quello che ora definisco il mio personale "culto dello sconfitto". In pratica, mentre tutti sono affascinati dai vincenti, io rimango sempre colpito dall'outsider di turno. Alla fine sono diventato anch'io un outsider e mi sono fregato con le mie stesse mani.

6)    Trial of Tears (Dream Theater).  "It's raining deep in heaven".  Maledetti Dream Theater, non solo avete il nome più bello che si possa immaginare per una rock band, avete anche scritto la canzone che vorrei aver scritto io. Vi odio.

7)    The Show Must Go On (Queen).   Confesso di essere un tipo piuttosto incline alla depressione. Se Brian May non avesse scritto questa canzone e Freddie Mercury non l'avesse cantata, magari lo sarei stato ancor di più (per inciso, questa è la mia canzone preferita in assoluto).

8)    The Days of the Phoenix (A.F.I.)   Questa è la colonna sonora dei miei giorni più recenti. Non sono esattamente dei bei giorni, io non sono esattamente felice, ma sento che comunque è un periodo di cambiamento, anche se non so se in positivo o in negativo. Comunque, non so bene perchè, ma credo che questo sia un passaggio importante della mia vita ed ecco perchè inserisco questa canzone. Ero indeciso tra questa e "In the Sun" di Joseph Arthur, ma ho optato per quella più aggressiva tra le due.

9)    Ladies' Nite in Buffalo  (David Lee Roth).   C'è una donna nella mia vita. La mia chitarra. Eppure, come fossi un personaggio di Casablanca, per quanto io sia geloso della mia chitarra in modo quasi maniacale, sogno che LUI un giorno la suoni. E con LUI mi riferisco a quello che Frank Zappa definì "il chitarrista del demonio", mr. Steve Vai. Questa canzone contiene uno tra i miei 3 assoli di chitarra preferiti in assoluto.

10)   Promises (Cranberries).  Per colmare quest'ultimo posto vacante è stata una lotta durissima. In verità "Promises" non la sento da anni. Ma è importante perchè questo fu il primo disco che comprai nella mia vita. Anzi, è più corretto dire che mi avvicinai alla musica grazie a questa canzone,  sentendola  per la prima volta provenire dallo stereo della sorella maggiore di uno dei miei migliori amici.  Prima non ascoltavo niente, non avevo nessun gusto musicale, non suonavo, ero totamente disinteressato. Questo fu lo spartiacque tra il "prima" e il "dopo". La sorella del mio amico credo mi ritenesse un ragazzino alquanto strano, ora presumo mi ritenga un ragazzo stranissimo, ma non sa che gran regalo involontariamente mi fece quel pomeriggio di tanti anni fa quando lasciò lo stereo acceso.

Ora, dovrei passare il compito a cinque blogger, ma

1) Sono troppo pigro

2) Chi cazzo li conosce 5 blogger che frequentino assiduamente il mio blog (e quelli a cui potrei pensare l'han già fatto :P)?!?

ed ecco perchè, ho deciso che se sei arrivato/a fin qua a leggere, vuol dire che l'argomento ti interessa, quindi magari ti va di fare il meme, caro sfortunato visitatore / visitatrice ipotetico/a e ti passo la patata bollente! (Mamma mia, che modo elegante e ingegnoso di non contravvenire alle regole e comunque non inimicarsi nessuno! Ah, come sono bravo!)

Azazeel || 16:41 || martedì, 15 luglio 2008
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Mi si accusa di essere un misantropo.

Ora, senza volere essere cinico a tutti i costi, potrei rispondere che il motivo della mia misantropia è abbastanza evidente e che basterebbe guardarsi in giro. D'altra parte ho appena detto di non voler fare il cinico.

Quindi riporto qui la (im)probabile origine della mia misantropia. E' una cosa che mi raccontò mia madre qualche anno fa e che mi è tornata in mente.

Dice mia madre che da piccolo ( ma mooooolto piccolo, credo appena sopra l'anno di età) avevo paura dei bambolotti. Posso capire il mini-Morris; alcuni di quei pupazzetti hanno espressioni inquietanti... ti guardano con quegli occhi fissi e per giunta hanno un ghigno strano stampato in faccia... per non parlare dei versi strani che emettono o delle sostanze schifose che alcuni di loro secernono... Comunque, il nocciolo della questione è che un giorno i miei comprarono uno di questi bambolotti e me lo ficcarono nella culla (mia madre ha sempre alternato questi bruschi passaggi da iperprotettività a estrema severità, almeno nei metodi).

Io, raccontano, i primi 5 minuti piansi e arretrai.

Poi mini-Morris, che raccontano fosse parecchio più intelligente  dell'attuale Morris, ma evidentemente altrettanto cinico, deve aver pensato <<Guarda un po' quanto sono stato coglione! 'Sto coso è fermo immobile e a parte avere un'espressione da ebete non ha nulla di particolarmente stran>> e cominciò a giocarci.

Dopo 5 minuti gli avevo staccato la testa e cercavo di capire, curioso, quale diavolo fosse il suo problema.

                                                                                                                           Negrita - "Bambole"

Azazeel || 22:00 || giovedì, 18 ottobre 2007
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