Ho assistito alle mie prime operazioni.
Ora, potrei parlarvi della sensazione pazzesca che dà vedere il cuore battere proprio sotto le mani, o ancora dell'altra sensazione incredibile nel vedere aprire un fegato, o ancora di quanto mi sia sembrato figo vedere che in realtà la chirurgia non è ancora così mediata dall'uso di strumenti e cazzimme varie, nel senso che le mani si usano ancora parecchio.
Potrei parlarvi di tutto questo o raccontarvi di come filosoficamente non ti puoi render conto di quanto sia poca cosa l'uomo finchè non ne vedi uno sul letto operatorio, nudo, sedato, con le braccia che ciondolano prima di esser sistemate su supporti; l'immagine stessa della vulnerabilità.
Potrei dirvi tutto questo invece vi inquieterò dicendovi che non solo a me non fa nessuna sensazione vedere sangue e visceri, ma anzi vi confesso che l'odore che si sente quando si usa l'elettrobisturi per incidere i tessuti - odore praticamente identico all'odore di carne di bovino arrostita, solo più dolciastro e più forte- ecco, quell'odor lì a me mette una fame boia (ma non pensate che sia io particolarmente strano, parlando coi miei colleghi ho scoperto che quasi tutti i maschi abbiamo la stessa sensazione).
Prodigy - Narayan
L'altro giorno un mio collega voleva degli appunti da me.
"E' folle?"
Giusta domanda. Normale non è. Comunque gli ho dato i miei appunti, mica è un problema. Per me.
In ogni caso, dovevo prenderli a casa mia, perciò gli dico di seguirmi.
Arriviamo a casa. Poso la moto e vado a prendere gli appunti. Scendo e lui mi dice "mi fai vedere la tua auto?"
Gli faccio vedere la macchina. Ora dovete sapere che io ho una decapottabile due posti secca. Non vi dico modello e marca che non mi piace spiattellare i cazzacci miei sul net. Lui guarda l'auto, guarda la moto, guarda me, riguarda l'auto, riguarda la moto, mi fissa. Mi fa:
"Tu non me la conti giusta. Con un' auto così, una moto così, te... com'è che non ti si è mai visto con nessuna ragazza?!? Hai qualcosa che non va, forse?"
E la sua ragazza lì accanto "Magari non gli funziona!" E tutti giù a ridere.
Ora non è che io me la prendo (stronzi) però, insomma, un po' di tatto (stronzi) non guasterebbe! Senza rancore (stronzi).
Diario di un giorno di ordinaria follia.
L'altro giorno vado per prenotare un esame. Parlo con un prof. dopo una ragionevolmente lunga attesa (condita da bestemmie e insulti a qualunque oggetto e/o persona anche solo vagamente connesse all'università) e questi mi dice che il segretario sarebbe arrivato verso le 10.30. Guardo l'orologio. Segna le 8.30. Insulto a bassa voce Eva e tutta la sua discendenza ed esco.
Mi dirigo da Ricordi per ingannare l'attesa, ricordandomi di avere un buono che sarebbe scaduto tra un paio di settimane. Mentre posteggio la moto, mi piego per mettere la catena. Mi risollevo e becco una che mi guardava con la stessa espressione con cui si guarderebbe un calippo quando la temperatura sfiora i 50 gradi.
Era un cesso. Ovviamente. Mai un minimo di culo.
Poi mi viene in mente una cosa. Controllo se per caso, come al solito i miei jeans fossero talmente bassi da farmi fuoriuscire le chiappe mentre mi piego, non proprio un bello spettacolo, ammettiamolo. Magari avevo male interpretato l'occhiata.
No, i jeans sono giusti. Ne deduco la ragazza fosse un tantinello infoiata.
10.30: Torno al punto di partenza per la prenotazione. Trovo un gruppo di tirocinanti che aspettano. Tutte ragazze.
11.00: Penso "Ma perchè cazzo queste 3 da mezz'ora mi fissano?!?"
11.01: Mi rispondo da solo.
11.05: Riesco a prenotarmi, ho solo perso una mattinata. Università di merda.
11.06: Le tre mi fissano ancora. Guardo meglio. Non so chi tra le 3 sia la più brutta. Rinuncio velocemente a capirlo.
11.07: La mia autostima comunque è in crescita.
11.08: La mia autostima si trasforma in mania di onnipotenza. Decido che la prima ragazza bella che vedo non potrà mai e poi mai resistermi e che la possiederò pubblicamente in strada.
11.09: Penso che forse non è il caso.
11.10: Mi rendo conto che probabilmente mi arresterebbero.
11.15: A casa, studio. Mi rendo conto che studiare fa malissimo al mio equilibrio mentale.
E' ora che voi tutti lo sappiate.
Zach Braff mi spia e si ispira a me per il personaggio di J.D. in Scrubs.
Colleghi e amici confermano (sì, anch'io preferisco cocktail dalla dubbia sessualità alla birra).
E c'è anche chi sostiene che se mi pettinassi diversamente anche in viso ci sarebbe una certa somiglianza. Comunque, nell'ultima serie -inedita in Italia-, è lui che si fa crescere la barba ispida come il sottoscritto.
Io dico solo che se continua così dovrò chiedere i diritti.
Ho passato l'anno universitario.
Quando leggendolo sbufferete: "E che gran cosa" io vi risponderò: "provateci voi a dare l'esame finale, tre giorni prima dell'inizio delle lezioni, avendo come professore il padre della vostra ex fiamma con cui vi eravate lasciati in malo modo."
Perchè io l'ho fatto.
Sono un fottuto supereroe, a modo mio.

Uno dei passatempi preferiti degli studenti del primo anno nell'auletta di anatomia è sistemare in pose strane gli scheletri.
Ovviamente anche io e miei colleghi, tra una pagina sull'olecrano e una sul femore, abbiamo passato un'estate a fare gli imbecilli con i modelli.
Jimmy l'avevamo chiamato.
Anche gli occhiali da sole e il berretto gli avevamo messo.
C'era chi (ero io, tanto per non fare nomi) studiava per ore come un imbecille con una mano scheletrica appoggiata sulla spalla, chè Jimmy era un vero amico e gli amici si vedono nel momento del bisogno.
Ho sempre apprezzato i tipi di poche parole.
Come mai Azazeel incontra sempre persone strane, che gli dicono cose ancora più strane?
Risposta:
Non ne ho idea.
Dopo aver scoperto poco tempo fa di essere spiato (ebbene sì; è una storia lunga ), oggi l'ennesimo atto di "La gente che viene a contatto con me è folle (o forse lo diventa)"
Oggi io e altri miei colleghi siamo rimasti all'uni per una lezione supplementare e siamo quindi andati a pranzo insieme.
Mentre usciamo, dico ad alta voce a un collega: "No, ma io sono rimasto qui, per stare con Clelia, perchè altrimenti non so a che piano siamo..."
Faccio tre passi e una signora mi si pianta davanti e con occhi tra il lacrimevole e il commosso mi fa:
"Che cosa bella che ho sentito!!!"
E io già immaginavo volesse cazziarmi di brutto per qualche cosa detta prima ( e vi assicuro ce ne sarebbe stato motivo),
perciò rimango interdetto e sto fermo con faccia inebetita, assieme ai miei colleghi.
Questa continua a sorridere e io chiedo timido:
"Ma perchè, che ho detto?"
tizia:
"Che sei rimasto per stare con lei..."
io:
"No signora... Ha capito male... Ora mi sembra anche brutto dirlo perchè le spezzerò il cuore, ma stavo dicendo che è lei che si ricorda dove dobbiamo fare lezione, altrimenti io mi perdo!"
E per un colpo di follia altrui Azazeel fece l'ennesima brutta figura della sua vita.
Poi sono io quello strano.
Perchè sul dizionario della lingua italiana compare un'oscenità linguistica come "sclerare" e non la parola, ormai di uso comune, dopo 18 anni di Simpson "bacarospo"?!?
Mio padre mi chiama bacarospo, pretendo di esser definito nel vocabolario!
Perchè il mio libro di fisiologia censura di netto la parola "anale", sostituendola in ogni dove con la parola "aborale"?!? Eppure il mio libro di anatomia nominava "il canale anale", non ho visto nessuno scandalizzarsi.
Probabilmente i fisiologi autori del mio libro, avranno anche sostituito la parola vagina con "patata" e la parola pene con "birillo", devo controllare. Alla faccia della serietà scientifica...
Ma soprattutto,
mio nonno (il mio mitico nonno, che tra le altre cose, a 72 anni suonati ha ancora i pettorali definiti e la tartaruga sugli addominali, potete credermi!) perchè a domanda
"Nonno cosa stai guardando?"
risponde (intendendo il film su Caravaggio)
"Un bellu film sopra Scarafaggio, u pitture!"
lasciandomi piegato a ridere, assieme a mia zia per 10 minuti buoni?!?
