Narayan

Ho assistito alle mie prime operazioni.

Ora, potrei parlarvi della sensazione pazzesca che dà vedere il cuore battere proprio sotto le mani, o ancora dell'altra sensazione incredibile nel vedere aprire un fegato, o ancora di quanto mi sia sembrato figo vedere che in realtà la chirurgia non è ancora così mediata dall'uso di strumenti e cazzimme varie, nel senso che le mani si usano ancora parecchio.

Potrei parlarvi di tutto questo o raccontarvi di come filosoficamente non ti puoi render conto di quanto sia poca cosa l'uomo finchè non ne vedi uno sul letto operatorio, nudo, sedato, con le braccia che ciondolano prima di esser sistemate su supporti; l'immagine stessa della vulnerabilità.

Potrei dirvi tutto questo  invece vi inquieterò dicendovi che non solo a me non fa nessuna sensazione vedere sangue e visceri, ma anzi vi confesso che l'odore che si sente quando si usa l'elettrobisturi per incidere i tessuti - odore praticamente identico all'odore di carne di bovino arrostita, solo più dolciastro e più forte- ecco, quell'odor lì a me mette una fame boia (ma non pensate che sia io particolarmente strano, parlando coi miei colleghi ho scoperto che quasi tutti i maschi abbiamo la stessa sensazione).

                                                                                                                             Prodigy - Narayan

Azazeel || 23:01 || giovedì, 27 agosto 2009
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Da qualche parte, oltre l'arcobaleno

"Un giorno sognerò su una stella , mi sveglierò e le nuvole saranno lontane sotto di me

dove i problemi si sciolgono come gocce di limone, lontano sopra i camini,

ecco, lì, è dove mi troverete"

 

Se non ascolto questa canzone almeno una decina di volte al giorno, non mi rilasso.

Azazeel || 08:28 || lunedì, 23 febbraio 2009
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Castelli di Cristallo

Quando, con 5 euro in mano,

passi davanti due distributori

uno di sigarette, uno di preservativi

e non hai neanche il minimo dubbio,

ecco

in quel preciso istante

un po' di tristezza ti viene.

E fumiamoci su, va...

                                                                                                                 Crystal Castles - 1991

Azazeel || 23:05 || venerdì, 16 gennaio 2009
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Cos'è un secondo?

there

Mentre io e il Guè ci sediamo nel locale, mi guardo intorno per trovare un posacenere; la proprietaria si affaccia nella sala e ci chiede "Ragazzi cercate qualcosa?"

Il Guè subito pronto: "No, ci stiamo solo sedendo", io invece, rispondo con un laconico "Signora, tutti sono in cerca di qualcosa", ma forse troppo piano perchè lei mi senta; in ogni caso, si volta e va via. 

Frasi da pessimo film noir, che mi fanno sempre più scivolare in una sceneggiatura di serie z.

Mi volto e dico "Guè, il 2008 sarà più lungo di un secondo, ho letto, a causa del rallentamento della terra.-

Guè mi guarda con aria annoiata; io proseguo a sproloquiare -ma poi, capirai, un secondo in più toglie o aggiunge qualcosa ad un anno?"

"Dipende dal secondo. Potremmo star qui a raccontarci cazzate ore, ma non son domande da fare. Cosa vuoi fare allora, salvare il ragno o la farfalla?"

"Di che parli, Guè?"

"In una ragnatela c'è incastrata una farfalla, che fai, la salvi e lasci morire il ragno di fame, o la lasci lì e la condanni?"

"Non afferro il nesso con quello che ti avevo chiesto io."

"Son tutt'e due domande idiote."

Guè cerca di tirarmi su quella sera. Io non gli ho detto di esser giù, sono allegro, faccio battute stupide, ma è evidente che qualcosa mi tradisce, forse gli occhi.

Dicono gli occhi siano lo specchio dell'anima. Io non ci ho mai creduto. Se così fosse io avrei un'anima trasparente.

 Forse la mia anima è trasparente davvero, però.

Forse la mia anima non esiste neanche davvero, però.

"Guè, lo sai che mi fa schifo la birra, son astemio."

"Le tue solite cazzate sull'esser sempre padrone di se stessi, sul non avere debolezze... certe volte penso che ubriacarti di brutto potrebbe anche farti bene."

Vorrei raccontargli perchè io sono così sulla difensiva, Guè è un amico, ma non riesco, per tanti motivi;

vorrei dirgli che c'è una persona per cui sono così importante e, al tempo stesso, così insignificante; una persona che è semplicemente tutto ciò che vorrei; una persona per la quale, purtroppo, mi sento sempre inadeguato, quella stessa persona che già tanti anni fa mi aveva fatto capire brutalmente, senza parole (quanto mi hai fatto male allora, non riuscirò mai a spiegarlo),  che il mio massimo non sarebbe mai stato abbastanza, il mio meglio non sarebbe mai stato sufficiente,

così, certi giorni, mi pesa semplicemente esser me.

Quel secondo in più, lo passerei a guardare in cielo, cercando disperatamente una stella cadente, la prima della mia vita, per esprimere l'unico mio desiderio,

ma so che con i fuochi dell'ultimo dell'anno, in cielo non vedrò nulla

e allora lo passerò a occhi chiusi;

in fondo qualcuno disse una volta che l'anima è piena di stelle cadenti,

magari anche un'anima trasparente,

magari anche un'anima inesistente.

Just like all I loved, I'm make believe; imagined heart, I disappear; seems... no one will appear here and make me real (proprio come tutto ciò che ho amato, sono solo immaginario; ho immaginato un cuore, sono scomparso; sembra... che nessuno apparirà mai qui e mi renderà reale - "This time imperfect", A.F.I.)

Azazeel || 11:47 || martedì, 23 dicembre 2008
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Va avanti, dimmi che te ne andrai di nuovo

 

Vorrei poter annegare in un mare di luce, bruciare come una supernova, lasciando una scia come un fulmine dietro di me e vedere le facce meravigliate della gente guardare su verso il cielo;

così, come per gioco,

vorrei lasciare tutti senza parole, inebetiti, di fronte a uno spettacolo che stentano a capire

e poi al buio, vorrei che una pioggia di stelle cadenti sostituisse quegli stupidi fuochi artificiali,

una fontana di stelle, con mille zampilli sullo sfondo di un cielo nero,

e nessuno dovrebbe dire una parola,

vi immagino immersi in un silenzio irreale, tutti quanti.

Questo è quello che vorrei fare, ma di farlo non son capace

e allora lo scrivo,

magari un giorno mettono le istruzioni su internet per fare una cosa del genere,

-chè su internet mettono di tutto, anche le istruzioni per fare il mezzo nodo windsor alla cravatta-

mi trovo già avanti col lavoro.

(Lo so, tutto questo discorso non ha senso, ma devo allontanarmi il più possibile dalla realtà in questo periodo, per il mio bene).

[In pratica, per soddisfare la vostra curiosità, è uno di quei periodi, in cui, ovunque mi muova pesto una merda. Non parliamone, please.]

{Niente, volevo solo provare anche l'ultima parentesi, scusate.}

                                                                                                                    Sick Puppies - All the same

Azazeel || 22:31 || lunedì, 24 novembre 2008
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I Believe

E' strano come tutti i nostri pensieri si intreccino in spirali tra le quali la connessione è solo un finissimo filo di seta;

riflettere sulle piccole cose di ogni giorno, dal "cacchio, fuori piove" al "che si mangia oggi?" a "oddio mi sono dimenticato di dar da mangiare al criceto!";

pensare a una ragazza lontana perchè una sera l'hai risentita e, nel ritrovare la persona splendida che ricordavi, comprendere una volta di più quanto tu sia stato stupido, o sfortunato, o entrambe le cose;

il pensiero rivoluzionario di voler provare a cambiare le cose nel momento in cui colano a picco, nel momento in cui attaccano anche il mondo universitario; andare alle assemblee e nel frattempo osservare tutti quelli a cui questo scorre addosso, automi senza alcuna punta di indignazione, e sapere che se le cose riusciremo davvero a cambiarle, anche loro ne beneficeranno senza mai aver versato dalla fronnte neanche una stilla di sudore e sotto sotto incazzarsi anche pe questo oltre che per l'ingiustizia dell'attacco in sè;

ricordare quei ragazzi con cui sei cresciuto e in cui in notti insonni e giorni senza meta hai parlato di cose che diresti solo a un vero amico e constatare con malinconia che della metà di loro non sai più nulla;

e poi alzi gli occhi al cielo, vedi quel buio, quella immensità incredibile e ti viene in mente la frase di un film, mentre il protagonista  si allontana su uno shuttle in partenza:  "dicono che ogni atomo del nostro corpo una volta appartenesse ad una  stella. Forse non sto partendo, forse sto solo tornando a casa."         E a questo punto le domande diventano francamente troppo grandi per una singola persona e le risposte davvero troppo oscure.

Poi guardo tutta quella marea umana che mi passa davanti gli occhi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e mi domando se loro abbiano i miei stessi pensieri e mi do subito una risposta, chiara, concisa, telegrafica:

no.

Perchè ognuno ha i suoi, i suoi ricordi, le sue esperienze, i suoi drammi personali e le sue piccole gioie e di fronte a tutto questo, non so più bene se sia anche solo sensato lasciarsi trasportare alla deriva da dubbi così astratti.

Poi, come tutti, o quasi, prendo e ricomincio a camminare, un passo dietro l'altro e dopo un po' di strada non ci penso più.

Fino alla prossima volta.

 

(Non so se sono folle io, o forse solo troppo romanticamente legato all'idea di musica dell'anima, ma letto con la canzone del video in sottofondo - I believe di Joe Satriani-, il post sembra meno delirante)
Azazeel || 21:38 || venerdì, 24 ottobre 2008
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Rapace

Battutonissima:

Pronti?!?

.

.

.

                               LIMONE!!!

 

Non fa ridere, ma manco cagare.  

P.s. Dal concerto degli Afterhours di ieri sono tornato con uno dei plettri che Manuel Agnelli ha usato e lanciato al pubblico durante l'esibizione, sappiatelo e rosicate. (In realtà tutto il post era fatto solo per vantarmi di questo...)

 

                                                                                                                             Rapace - Afterhours

Azazeel || 19:08 || lunedì, 28 luglio 2008
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10 non è abbastanza neanche per giocare a calcio

lemure fumatore

 

Bella la foto, eh?

Bella, ma non c'entra una sega col resto. (Sì, me la canto e me la suono - questo invece è in tema-)

Sì, perchè questo post è per il "meme" che mi ha passato Cerveza (gettandomi in profonda crisi esistenziale, sappilo).

Bisogna dunque scegliere 10 canzoni, cui ci si senta, per un qualunque motivo particolarmente legati.

Regole di tale gioco crudele:

  1. citare il nominativo di chi ti hai coinvolto (fuori uno)
  2. riportare il regolamento della catena (fuori due... ah però, non è poi tanto complicato!)
  3. elencare le dieci canzoni, motivando la tua scelta
  4. passare il testimone ad altri cinque blogger, avvisandoli con un commento nel loro blog

Vabbè cominciamo (in ordine sparso, non di preferenza)

1)     No woman No cry (Bob Marley).   Ora, c'è un problema. Il titolo è No woman, no cry o No, woman, no cry (occhio alla punteggiatura)?!? Non sembra, ma cambia tutto. Io l'ho sempre interpretato come nel primo caso ed è per questo che è nella lista; mi ha aiutato a superare, magari con un po' di malinconia, il distacco di certe persone. Anche senza donne, non è necessario piangere.

2)     La Vedova Bianca (Afterhours).  Perchè in certi momenti ho davvero creduto bastasse un bacio sporco a spogliarmi il cuore dai demoni.

3)     Forever (Skid Row).  L'unica canzone che riascolterei anche 100 volte di seguito. Parla dell'adolescenza sregolata che vorrei aver avuto e che invece ho trascorso in modo troppo banale e noioso. Una canzone sull'amicizia, una delle pochissime cose in cui credo ancora.

4)     Burn (Deep Purple).  Adoro il testo; una strega che maledice l'intero villaggio colpevole di averla mandata al rogo. Mentre tutti i miei coetanei 16enni ascoltavano canzoni d'amore io mi vantavo del mio anticonformismo ed eleggevo questa a mia canzone preferita ( io infatti la ragazza non l'avevo, il che mi fa nascere il sospetto che loro fossero magari più banali, ma notevolmente più furbi). Negli anni la mia personale graduatoria è cambiata; "Burn" non è più la mia canzone favorita ma ci son comunque rimasto affezionato.

5)    Burn (The Cure).  Sì, brucio ancora, ma stavolta alla nera fiamma di Robert Smith e soci. Da bambino vidi "Il Corvo", di cui questo brano era  colonna sonora e fu la mia rovina. Perchè non solo io volevo assomigliare in tutto e per tutto a Brandon Lee, ma perchè da lì inziò quello che ora definisco il mio personale "culto dello sconfitto". In pratica, mentre tutti sono affascinati dai vincenti, io rimango sempre colpito dall'outsider di turno. Alla fine sono diventato anch'io un outsider e mi sono fregato con le mie stesse mani.

6)    Trial of Tears (Dream Theater).  "It's raining deep in heaven".  Maledetti Dream Theater, non solo avete il nome più bello che si possa immaginare per una rock band, avete anche scritto la canzone che vorrei aver scritto io. Vi odio.

7)    The Show Must Go On (Queen).   Confesso di essere un tipo piuttosto incline alla depressione. Se Brian May non avesse scritto questa canzone e Freddie Mercury non l'avesse cantata, magari lo sarei stato ancor di più (per inciso, questa è la mia canzone preferita in assoluto).

8)    The Days of the Phoenix (A.F.I.)   Questa è la colonna sonora dei miei giorni più recenti. Non sono esattamente dei bei giorni, io non sono esattamente felice, ma sento che comunque è un periodo di cambiamento, anche se non so se in positivo o in negativo. Comunque, non so bene perchè, ma credo che questo sia un passaggio importante della mia vita ed ecco perchè inserisco questa canzone. Ero indeciso tra questa e "In the Sun" di Joseph Arthur, ma ho optato per quella più aggressiva tra le due.

9)    Ladies' Nite in Buffalo  (David Lee Roth).   C'è una donna nella mia vita. La mia chitarra. Eppure, come fossi un personaggio di Casablanca, per quanto io sia geloso della mia chitarra in modo quasi maniacale, sogno che LUI un giorno la suoni. E con LUI mi riferisco a quello che Frank Zappa definì "il chitarrista del demonio", mr. Steve Vai. Questa canzone contiene uno tra i miei 3 assoli di chitarra preferiti in assoluto.

10)   Promises (Cranberries).  Per colmare quest'ultimo posto vacante è stata una lotta durissima. In verità "Promises" non la sento da anni. Ma è importante perchè questo fu il primo disco che comprai nella mia vita. Anzi, è più corretto dire che mi avvicinai alla musica grazie a questa canzone,  sentendola  per la prima volta provenire dallo stereo della sorella maggiore di uno dei miei migliori amici.  Prima non ascoltavo niente, non avevo nessun gusto musicale, non suonavo, ero totamente disinteressato. Questo fu lo spartiacque tra il "prima" e il "dopo". La sorella del mio amico credo mi ritenesse un ragazzino alquanto strano, ora presumo mi ritenga un ragazzo stranissimo, ma non sa che gran regalo involontariamente mi fece quel pomeriggio di tanti anni fa quando lasciò lo stereo acceso.

Ora, dovrei passare il compito a cinque blogger, ma

1) Sono troppo pigro

2) Chi cazzo li conosce 5 blogger che frequentino assiduamente il mio blog (e quelli a cui potrei pensare l'han già fatto :P)?!?

ed ecco perchè, ho deciso che se sei arrivato/a fin qua a leggere, vuol dire che l'argomento ti interessa, quindi magari ti va di fare il meme, caro sfortunato visitatore / visitatrice ipotetico/a e ti passo la patata bollente! (Mamma mia, che modo elegante e ingegnoso di non contravvenire alle regole e comunque non inimicarsi nessuno! Ah, come sono bravo!)

Azazeel || 16:41 || martedì, 15 luglio 2008
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If I can't change your heart (let me blow your mind)

[...] un sogno reale, che rompa i coglioni 

che svegli tutti quanti dai loro sogni buoni.

Ieri notte, in Tv, la Dandini intervistava un giovane scrittore.

Nel mezzo dell'intervista esce fuori questa domanda:

"Molti pensano che in fondo tutto succeda nell'adolescenza e che il resto della vita si passi solo a cercare di rimediare a ciò che già si è fatto. Tu che ne dici?"

Onestamente non ricordo la risposta dell'intervistato.

No, perchè a me, la domanda ha messo una paura fottuta. Perchè io in 20 anni ho praticamente solo dormito (metaforicamente, non sono un'ameba).

                                                    If I can't change your heart, let me blow your mind (Ted Poley)

Azazeel || 18:42 || lunedì, 28 aprile 2008
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Io, killer silenzioso

Di solito non amo le foto in cui appaio

e di certo non le mostro

ma mi dovevo pur vantare della mia crudeltà!

Raffinata tattica bellica 

Il titolo che ho scelto per questa foto è "Raffinata tattica bellica".

Indovinate chi è lo stronzo con la palla di neve pronta al lancio... 

Mai sfidare Azazeel dicendo che è vestito come uno scaricatore di porto! (Neanche quando è vero!)

 

                                                   Colonna sonora: "Walk" - Pantera / "Good Time' slippin' away" - Soul Doctor

Azazeel || 08:58 || venerdì, 08 febbraio 2008
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